CUROPOLI - LE ASSISTENTI SOCIALI NEI LIBRI E NEI FILM

Sentire la visione,

aprire lo sguardo,

leggere tra le righe.

Questo quaderno nasce nell'ambito del percorso formativo "Curopoli - la città della cura - Un viaggio nel lavoro di cura enell'invecchiamento positivo", promosso dall'Ufficio di Piano dell'Ambito di Desio in collaborazione con l'Azienda Speciale Consortile "Consorzio Desio Brianza" e destinato alle assistenti sociali dell'area anziani, condotto da Cristina Cortesi. L'intensa esplorazione sulle motivazioni e le spinte professionali ha condotto ad evidenziare lo sguardo che le assistenti sociali sentono su se stesse e sul loro operato, fino a toccare la complessità dell'approccio socio culturale al lavoro sociale.

Sentire la visione, aprire lo sguardo, leggere tra le righe.

La volontà di andare oltre gli stereotipi e i pregiudizi ha ispirato la ricerca di ciò che viene comunicato rispetto alla figura dell'assistente sociale nel cinema e nella letteratura. Le 7 assistenti sociali, spinte da curiosità e passione, hanno raccolto documentazione, visionato, letto, esplorato, fino condividere e realizzare questo prodotto culturale, lasciando una traccia della loro esperienza formativa e del loro essere operatrici sociali.

A Vostra disposizione il PDF "Le assistenti sociali nei libri e nei film". Attendiamo Vostri commenti, osservazioni o contributi. Scrivete a cortesi@socialunit.it

 

Ecco i contributi delle partecipanti:

Ascoltare, essere attenti, consolare, perdonare, accompagnare,abbracciare, aiutare sono verbi che a volte dimentichiamo. Bisognerebbe scriverli su una parete accanto alla porta di casa,e leggerli ogni volta che usciamo nel mondo. (Fabrizio Caramagna)

A.S. Maria Cristina Carcano

Ho aspettato con impazienza che il corso ripartisse per ritrovare il gruppo di colleghe con cui già lo scorso anno abbiamo condiviso dei bei momenti di crescita professionale e personale. Perché la differenza con altri corsi di formazione sta proprio nelfatto che in questo non si apprendono solo concetti attinenti il nostro lavoro ma ci si mette in gioco e si cresce anche come persone. E sappiamo bene quanto questa cosa sia molto importante in una professione come la nostra in cui conta oltre al saper fare anche il saper essere. La cosa più importante che ho imparato, e che secondo me riassume il percorso di quest'anno, è il fatto che oltre che a "prenderci cura "del caregiver delle persone anziane, dobbiamo come professionisti della relazione d'aiuto ma soprattutto come persone "prenderci cura" anche di noi stesse come singoli individui ma anche come gruppo. Solo così possiamo costruire una comunitàche si prende cura dei suoi membri più fragili. Auspico di poter proseguire con il gruppo di colleghe questo percorso anche neiprossimi anni cercando sempre nuovi spunti di riflessione, allenando la nostra mente ad uno sguardo laterale, rompendo gli schemi precostituiti e contribuendo a far crescere ed evolvere la professione per tenere il passo ai cambiamenti della società.

A.S. Ivana Figini

Semplicemente grazie. Il lavoro di ascolto, riflessione, confrontosvolto insieme mi ha dato, ancora una volta, la carica peraffrontare la quotidianità della nostra professione, tanto impegnativa quanto affascinante.

A.S. Barbara Gallo

L'essenza dell'ottimismo non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di operare quando gli altri si rassegnano,la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare le difficoltà, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari ...il futuro lo rivendica a sé.(Dietrich Bonhoeffer)

A.S. Annalisa Ferradini


La possibilità di confrontarmi con le colleghe, durante questopercorso mi ha permesso di riprendere contatto conl'investimento personale quotidiano, per cercare di vivere almeglio la mia professione.

A.S. Carla Regazzo

Se curare sempre non si può, consolare sempre si deve. (Cesare Frugoni, medico, 1881-1978)

Nessuno si stanca di essere aiutato. L'aiuto è un atto in conformità con la natura. Non stancatevi di riceverlo o diprestarlo. (Marco Aurelio)

La peggiore impotenza è dimenticare che c'è un aiuto. (James Richardson, poeta e scrittore, 1950)

Muore lentamente chi distrugge l'amorproprio, chi non si lascia aiutare,chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. (Martha Medeeiros, giornalista e scrittrice, 1961)
Non c'importa tanto di non arrivare da nessuna parte quanto di non avere compagnia durante il tragitto. (Anna Frank, deportata e scrittrice ebrea, 1929-1945)

Il burn-out di un operatore è il riflesso di un "cattiva" organizzazione. (incontro di Supervisione del 27/05/2019)

Non lamentarsi: fare quello che si può, con quello che si ha. (Incontro di supervisione del 10/05/2019)

A.S. Uliana Colombo

Se molte persone comuni facessero cose comuni la faccia della terra potrebbe cambiare.(cit.)

A.S. Marchita Zoia

 

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