LA CURA TRA LE RIGHE [18] STREET ART milanese, la felicità di fruitori dai 10 agli 80 anni

LA CURA TRA LE RIGHE [18] STREET ART milanese, la felicità di fruitori dai 10 agli 80 anni

10 dicembre 2018

Rubrica

Cristina Cortesi incontra la giornalista blogger Clara Amodeo - Associazione Another Scratch in the Wall

Resto incantata ad ascoltare la giovane giornalista Clara Amodeo, la quale con passione e cultura, narra la Street Art e la rende accessibile e stimolante. Le ho chiesto di raccontare la sua esperienza perché la CURA è VIVA nelle sue RIGHE, già nella sua voce che con fermezza e competenza, rinnova l'idea che l'arte possa curare l'anima, anche della cementata Milano. 

La STREET ART è uno strumento di comunicazione e di cura, nella logica di RI-GENERAZIONE URBANA, direi una sorta di terapia per interrompere gli schemi, le ripetitività, le rigidità, "IL GRANDE FREDDO DELLA METROPOLI", per aprire un dialogo con la forma ed il colore, ma anche con i tre cervelli dell'artista e del fruitore.Non si limita certo ad una CURA RIPARATORIA, esprime una dignità che l'ha vista evolversi dall'imbrattamento dei muri, all'espressione ribelle, a sfumature di stili artistici ed intellettuali di valore e di contenuto.  Serrande, muri, centraline, "panettoni" sono la tela degli artisti, i quali hanno la capacità DARE ANIMA, IDENTITà E STORY TELLING a OGGETTI URBANI e alla comunità locale.

Mentre Clara narra dei tour realizzati a Milano, attraverso l'associazione Another Scratch in the Wall, resto piacevolmente colpita dalla presenza di persone di tutte le età. La Street Art colpisce l'Allegra Vecchitudine. Mentre mia madre ha sostituito un mio quadro pop astrattista (sì lo confesso, ho un breve passato pittorico) con un trionfale arazzo del 1960 (ai miei occhi terrificante!) oggi gli OVER decidono di godere dei pinguini di PAO o dei murales, anche grazie all'opera di divulgazione di Clara e della sua associazione, possiamo sperimentare una dimensione cittadina differente e aprire occhi, mente e cuore ad UN'ARTE DI PROSSIMITÀ

Ecco il suo contributo, grazie di cuore Clara...tieni un posto nel tuo tour anche per la vecchia Cortesi!

In una Milano sempre più accogliente, crocevia di popoli (stranieri ma non solo) e attenta alle necessità di bambini e anziani, mi sono più volte chiesta: "Ma siamo davvero all'altezza della definizione di "città europea" che ci piace tanto darci"?

La risposta non è sempre stata facile: sebbene su tanti temi (dai trasporti al commercio, dalla viabilità alle politiche sociali, dal lavoro all'intrattenimento) siamo di certo un mondo a parte rispetto al panorama italiano, sotto altri punti di vista facciamo come Pierino. Siamo bravi, ma non ci applichiamo.

A cosa mi riferisco? Alla valorizzazione, per esempio, di un patrimonio culturale fatto di passione, arte, azione e studio: è quest'ultimo il caso dell' Arte Urbana, che a Milano si esplicita (bene) nella forma della Street Art. Un genere nato attorno al 2000 e che è valso alla capitale meneghina non pochi riconoscimenti, non ultimo quello del critico d'arte Vittorio Sgarbi che aveva visto nelle opere del Leoncavallo una vera e propria "Cappella Sistina a cielo aperto". Di recente si è tenuto un incontro aperto al pubblico che, organizzato da Manuia, Policies for Happiness, ha dimostrato come questo genere possa addirittura contribuire all'innalzamento della felicità cittadina grazie alla sua capacità di rigenerare aree periferiche e dismesse, mettere insieme le persone, divulgare una nuova forma d'arte anche attraverso le testimonianze dei suoi artisti.

Ebbene, non posso che essere d'accordo con queste posizioni: studio i Graffiti e la Street Art da 10 anni, nel 2014 ho aperto un blog Another Scratch in the Wall che è cresciuto ed è stato apprezzato proprio per questa forza che solo l'arte pubblica sa dare. Forte di tanto entusiasmo, da un anno a questa parte realizzo Street Art Tour in giro per la città, facendo conoscere a milanesi e non solo quello che i nostri muri hanno da raccontarci. Tutta questa attività di ricerca e divulgazione si è fatta nel tempo portatrice di un vero e proprio entusiasmo sulla materia, che investe per primi i fruitori di quest'arte pubblica, libera, aperta a tutti che siamo noi, i cittadini e i turisti che vivono la città sotto tanti diversi aspetti.

Con sempre maggior piacere noto che i lettori del blog e i partecipanti ai tour provengono da diverse zone d'Italia, hanno un'età che varia dai 10 agli 80 anni, sono donne e uomini che amano guardare alla città di Milano sotto un altro punto di vista con, in più, la possibilità di stare assieme e approfondire i vari aspetti che interessano un'arte "normale", proprio perché parte della nostra quotidianità.

E se, come diceva Paulo Coelho, "l'universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni", allora mi auguro che iniziative come quella di blogging e tour sotto l'egida dell'Arte Urbana possano aumentare il piacere e il benessere derivati dalla condivisione: perché a Milano è assolutamente possibile, e le persone che la vivono se ne stanno rendendo conto in fretta.

 

 

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